Spazi confinati: gestire le acque reflue tutelando la salute degli addetti

Negli ultimi dieci anni, ci sono state oltre quaranta vittime negli ambienti sospetti di inquinamento o confinati. Questi tragici fatti hanno ancora una volta portato all’attenzione della pubblica opinione la gravità degli infortuni sul lavoro che avvengono durante l’esecuzione di attività lavorative all’interno degli ambienti sospetti d’inquinamento o confinati. Evidenziando, ancora una volta, che il modo di gestire la tutela della salute e della sicurezza sul lavoro durante lo svolgimento di queste particolari attività, nelle aziende pubbliche e private in Italia, è perlomeno suscettibile di notevoli miglioramenti. Un efficace modello di gestione dell’attività può, tutta- via, fornire indicazioni e modalità operative per l’esecuzione in sicurezza delle attività da realizzarsi all’interno degli spazi confinati 1 presenti in una rete per la gestione delle acque reflue, secondo quanto previsto dagli artt. 66 e 121 e dall’allegato IV, punto 3, D.Lgs. n. 81/2008, e dal D.P.R. n. 177/2011.

Le definizioni
Innanzitutto, è opportuno chiarire il significato dei termini.

Spazio confinato/Ambiente sospetto d’inquinamento
Uno spazio circoscritto, caratterizzato da limitate aperture d’accesso e da una ventilazione naturale sfavorevole, in cui può verificarsi un evento incidentale importante, che può portare a un infortunio grave o mortale, a causa della presenza gas tossici o infiammabili o della carenza d’ossigeno; in generale si tratta di un’area nella quale si opera in condizioni di rischio latente o imminente o dalla quale uscire durante un’emergenza potrebbe rivelarsi estremamente difficoltoso, vedi ad esempio, cunicoli, pozzetti di servizio, sollevamenti fognari, pozzetti fognari, serbatoi, camerette d’ispezione ecc…

Responsabile di funzione
Persona che ha la responsabilità dell’intera funzione del settore acque reflue dell’azienda.

Tecnico responsabile di reparto
Persona che ha la responsabilità di un reparto del settore acque reflue dell’azienda

Caposquadra preposto
Persona che, grazie alla formazione, all’addestramento e all’esperienza acquisita e dimostrata, ha la responsabilità di autorizzare l’accesso allo spazio confinato/ambiente sospetto d’inquinamento, vigilare durante le operazioni e interromperle a propria discrezione, qualora si verifichino o si sospettino condizioni pericolose.

Personale accedente
Personale incaricato di effettuare le operazioni che prevedono l’esecuzione di attività all’interno degli spazi confinati/ambienti sospetti d’inquinamento.

Personale di supporto
Personale incaricato di supportare le attività della squadra d’intervento e che può, a seconda delle condizioni, svolgere an- che l’attività del personale accedente o di componente del personale d’emergenza.

Permesso di lavoro
Documento in cui sono indicati sia rischi specifici dell’ambiente in cui il personale è chiamato a lavorare che le operazioni preliminari per l’esecuzione in sicurezza dell’attività, le misure da attuare durante l’esecuzione dei lavori, le attrezzature di lavoro e i Dpc e Dpi da utilizzare.

Dvr
Documento di valutazione dei rischi aziendale.

Dpc
Dispositivo di protezione collettiva.

Dpi
Dispositivo di protezione individuale.

I compiti e le responsabilità
Il passo successivo è quello di definire le responsabilità e i compiti delle figure prima citate.

Utilizzo degli autorespiratori
Questi dispositivi risultano necessari quando, a seguito di un incidente, l’aria all’inter- no degli spazi confinati diviene non adatta alla respirazione a causa della presenza di gas, fumi o vapori o per la mancanza di ossigeno. L’utilizzo di autorespiratori è necessario per interventi in emergenza. Gli autorespiratori devono essere:

protetti dagli urti e dall’inquinamento ambientale;

  • correttamente puliti e disinfettati;
  • chiaramente identificabili;
  • dotati di una bombola di riserva piena per ogni autorespiratore;
  • con maschere ed erogatore di soccorso;
  • custoditi e mantenuti secondo le indicazioni fornite dal fabbricante.

Per ciascun caso devono essere previste le specifiche misure di gestione delle emergenze.

Metodo di comunicazione
L’aspetto più importante è il metodo di segnalazione dell’emergenza. Ove possibile, è necessario che venga mantenuto il contatto visivo e vocale con l’operatore che scende nello spazio confinato o prevedere la comunicazione via radio. Se l’infortunato è in grado di comunicare, allora – in caso di emergenza – può richiedere vocalmente aiuto. Se l’infortunato non è cosciente, l’addetto alle emergenze, in caso di contatto visivo, lo individua immediatamente e attiva il soccorso. Se non avesse un contatto visivo diretto, alla seconda chiamata vocale o via radio nulla attiva il soccorso. È anche consigliabile l’uso dello strumento “motion alert”. Si tratta di uno strumento in grado di segnalare l’allarme, quando l’uomo che lo ha con sé rimane immobile per 30 secondi, con un preallarme sonoro a intervalli regolari. Se non venisse rilevato alcun movimento nei dieci secondi successivi lo strumento attiva un allarme sonoro a sirena. Ovviamente, va ricordato che la funzione “motion alert” deve essere attivata ogni volta prima che l’operatore acceda all’interno dello spazio confinato.

Misure di primo soccorso
Allontanare l’infortunato e tenerlo all’aria aperta. Se l’infortunato non respira e il cuore non batte, praticare la rianimazione cardiopolmonare (massaggio cardiaco e respirazione bocca a bocca). Se l’infortunato non è cosciente ma respira, disporlo in posizione laterale di sicurezza e controllare le funzioni vitali (sentire polso e respiro). In ogni caso chiedere l’intervento del 112 (numero unico per le emergenze), descrivendo l’accaduto, le condizioni dell’infor-tunato e l’ubicazione del posto di lavoro.

Utilizzo del treppiede
Il personale di sorveglianza deve utilizzare l’argano manuale collegato alla imbracatura di sicurezza per estrarre dallo spazio il lavoratore in difficoltà. Se possibile devono essere fatti tentativi di ventilazione dello spazio. In caso di soccorso al lavoratore all’interno dello spazio confinato è necessario:

  • aver indossato preventivamente, da parte del personale di emergenza che deve entrare nello spazio confinato, tutti i Dpi a disposizione per la specifica operazione;
  • portare l’infortunato all’esterno, rispar- miandogli qualsiasi sforzo muscolare e chiamare il soccorso di emergenza del pronto soccorso o i vigili del fuoco (112) nei casi di difficoltà di estrazione dell’infortunato;
  • nel caso risulti impossibile estrarre il lavoratore dallo spazio confinato, avvicinare alla sua zona di respirazione il tubo di immissione dell’aria collegato al ventilatore, in modo da fargli respirare nel più breve tempo possibile aria pulita prelevata dall’esterno del locale.

Prescrizioni e divieti specifici
Non devono essere utilizzati negli spazi confinati motori a benzina e diesel. È vietato in ogni caso l’accesso in ambienti di “tipo A” non testati e senza autorizzazione specifica. La rilevazione dell’aria non deve essere mai fatta fidandosi delle proprie percezioni; molti gas o vapori tossici non sono percepibili. La rilevazione dei gas de- ve essere fatta in assenza di ventilazione. La rilevazione dei gas o dell’ossigeno deve essere fatta solo dopo aver accertato che lo strumento sia tarato e calibrato correttamente secondo le istruzioni dettagliate dal fornitore. Nel caso in cui la rilevazione evidenzi presenza di gas, l’intervento non può essere effettuato prima della bonifica – pulizia – ventilazione ulteriore con esito positivo. Gli interventi negli spazi confina- ti non possono essere eseguiti in condizio- ni climatiche avverse, ad esempio, in caso di pioggia anche nei giorni precedenti.

Le modalità operative
Un’azienda che opera nella gestione delle acque reflue, dovrebbe aver individuato come spazi confinati, quantomeno le seguenti tipologie:

  • cunicoli fognari;
  • tombinature stradali;
  • pozzetti di servizio fognari;
  • manufatti d’ispezione;
  • sollevamenti fognari;
  • vasche;
  • locali tecnici interrati.

Il passo successivo è quello di procedere alla classificazione. Opportuno procedere come segue:

  • gli spazi confinati presenti all’interno di impianti o che comunque si presentano come singolarità sono stati valutati singolarmente, inserendoli in un apposito elenco. È compito del responsabile del settore acque reflue verificare questo elenco e mantenerlo aggiornato in caso di eventuali variazioni;
  • i volumi tecnici che sono presenti in numeri elevati (quali i pozzetti di servizio su strada o fuori e manufatti d’ispezione) devono essere valutati per tipologie simili e non devono essere elencati nel censimento tranne i casi indicati al punto precedente; la valutazione deve essere effettuata su elementi rappresentativi di una certa categoria e poi associata a tutta quelli che hanno simili caratteristiche; questa valutazione per tipologie simili permette di poter avere una informazione di massima relativamente ai rischi che si possono avere intervenendo su di essi.

In particolare, tutti i pozzetti e manufatti d’ispezione è opportuno si facciano rientrare cautelativamente nella categoria di spazio confinato di tipo A, tranne gli spazi in cui l’operatore non entra interamente che restano di tipo C.
Gli spazi confinati prevalutati, valutati per tipologie simili o valutati sul posto devono essere suddivisi in tre categorie (A, B e C) in relazione alle loro caratteristiche di pericolosità.
Per le attività all’interno degli spazi confinati di categoria A, l’intervento può avvenire solo attraverso il “permesso di lavoro spazi confinati”.

L’esecuzione delle attività
Le istruzioni operative per l’esecuzione dei lavori all’interno degli spazi confinati si differenziano in relazione alla categoria con cui viene classificato il luogo di lavoro confinato. Per la classificazione del tipo di spazio confinato occorre procedere secondo quanto riportato nella successiva fase 0.

Esecuzione di attività all’interno degli spazi confinati di categoria A
I lavori in spazi confinati di categoria A si articolano in tre fasi cronologicamente successive tra di loro:

  • progettazione dell’intervento e rilascio della relativa autorizzazione (fase comprensiva dei controlli previsti);
  • esecuzione dell’intervento;
  • chiusura dell’intervento e relativa comunicazione dell’esito.

Esecuzione di attività all’interno degli spazi confinati di categoria B
I lavori in spazi confinati di categoria B si articolano in tre fasi cronologicamente successive tra di loro:

  • progettazione dell’intervento;
  • effettuazione dell’intervento;
  • chiusura dell’intervento e relativacomunicazione dell’esito.

Esecuzione di attività all’interno degli spazi confinati di categoria C
I lavori in spazi confinati di categoria C si articolano in tre fasi cronologicamente successive tra di loro:

  • progettazione dell’intervento;
  • effettuazione dell’intervento;
  • chiusura dell’intervento e relativa comunicazione dell’esito.